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Consulenza payroll: affidarsi ad uno studio per la consulenza del lavoro è importante

Cosa si intende con il termine payroll? Molte persone credono che il payroll sia riconducibile alla sola elaborazione delle buste paga. In realtà non è affatto così. In realtà sono innumerevoli le operazioni che entrano in gioco nel payroll, operazioni che nel caso di aziende di grandi dimensioni possono risultare anche piuttosto complesse da gestire. 

Gestione della payroll: interna o esterna 

Le aziende possono gestire in modo automatico e interno il payroll, però in realtà questa non è una saggia decisione. Perché investire le energie aziendali nel payroll, quando sarebbe possibile sfruttarle per le attività centrali dell’azienda, così da migliorare le sue perfomance? Perché investire le energie aziendali in operazioni per le quali non sia hanno le giuste competenze, quando è possibile affidarsi a dei veri esperti del settore? Ecco perché è preferibile per le aziende fare affidamento su uno studio per la consulenza del lavoro, come lo Studio Furfaro (www.consulentedellavorotorino.com/) ad esempio, che opera nella provincia di Torino per aiutare le aziende a diventare sempre più performanti.

Payroll: l’insieme delle operazioni 

Detto questo, andiamo insieme a vedere quali sono le attività che la payroll prevede:

  • Assunzione. Rientra nella payroll anche la redazione di tutta la documentazione necessaria ai fini dell’assunzione di un lavoratore. Non solo, è anche necessario creare un’anagrafica del lavoratore, all’interno della quale inserire tutti i dati che lo riguardano, non solo i suoi dati personali e il ruolo che ricopre in azienda, ma anche le competenze di cui è in possesso. L’anagrafica deve poi essere inserita nel sistema gestionale che l’azienda utilizza per rilevare senza errori di sorta le presenze.
     
  • Rilevazione delle presenze. Prendiamo adesso in considerazione proprio la rilevazione delle presenze. La maggior parte delle aziende si affida a sistemi gestionali, a software, a rilevazioni tramite automazione grazie all’utilizzo di badge e simili. Credere però che questi sistemi da soli siano sufficienti è del tutto sbagliato, perché purtroppo è sempre possibile che si venga a creare qualche malfunzionamento e di conseguenza qualche errore. È bene quindi che si abbia sempre a disposizione qualcuno che controlli, una persona in carne ed ossa che sia capace di rendersi conto se c’è qualche problema che deve essere risolto.
     
  • Elaborazione buste paga. Infine, l’elaborazione dei cedolini. Come abbiamo appena avuto modo di vedere, l’elaborazione dei cedolini può essere fatta senza errori di alcun tipo solo se le altre attività sono state effettuate al meglio. Prima di elaborare davvero la busta paga è necessario ovviamente effettuare un ulteriore controllo dei dati e verificare che i compensi siano stati applicati nel modo corretto. Inoltre è necessario anche accreditare gli stipendi, provvedere poi ad elaborare il modello F24 e ad effettuare tutte le denunce del caso, come ad esempio quelle a livello previdenziale oppure assistenziale.
    Importante poi anche farsi carico della contabilizzazione delle spese che il personale comporta, così da poter anche mettere in luce elementi critici che devono essere risolti al più presto. 

Come aprire una lavanderia self service

Il business della lavanderia self service ha subito una forte rivoluzione negli ultimi anni. Non più luoghi noiosi, poco sicuri e talvolta maleodoranti che i clienti devono sopportare su base settimanale; le lavanderie a gettoni sono diventate oggi dei veri e propri centri di multiservizio che attraggono tantissime persone. Quelle più recenti, infatti, hanno uno snack bar, un posto dove lasciare e raccogliere il lavaggio a secco e, in alcuni casi, anche una piccola sala giochi. Alcuni di queste lavanderie non usano neanche più le monete, bensì i clienti possono munirsi di carte prepagate con cui possono pagare il lavaggio del loro bucato. Molti proprietari di lavanderie self service impiegano anche degli addetti per tenere sotto controllo l’esercizio commerciale, nonché per aiutare i clienti ad utilizzare l’attrezzatura.

Oggigiorno, la possibilità di adibire una stanza di questo tipo con macchine automatiche e con un sistema di pagamento senza monete elimina la necessità di avere un personale di servizio fisso. È necessario solo recarsi nei locali per aprire e chiudere e svolgere regolarmente lavori di pulizia e manutenzione ordinaria e straordinaria. Ciò riduce in modo significativo i costi dell’attività commerciale, il che si traduce in prezzi più bassi per i clienti.

Pertanto, per aprire una lavanderia self-service, abbiamo ovviamente bisogno di avere un locale e le attrezzature appropriate e dobbiamo scegliere il metodo di pagamento per l’uso delle macchine.

Caratteristiche dei locali.

Per inserirci in questo business, inizieremo a creare una piccola lavanderia. Su una superficie di 40 metri quadrati possiamo già installare una lavanderia self-service, senza dover effettuare significative modifiche al locale.
Per quanto riguarda i locali che verranno utilizzati, non è necessario alcun permesso speciale, fatta eccezione per l’autorizzazione del proprietario del locale stesso.

Oltre alle installazioni di acqua ed elettricità, comuni e/obbligatori in tutti gli esercizi commerciali, deve essere prevista una presa per l’estrazione dei vapori prodotti dalle lavatrici e da eventuali asciugatrici presenti.
L’altezza della stanza dovrebbe essere calcolata intorno ai 3 metri, per facilitare soprattutto l’installazione delle macchine e dei condotti di estrazione dell’aria.

Per quanto riguarda la posizione dei locali, è importante che siano facilmente visibili dalla strada e che abbiano un’entrata abbastanza grande che permetta ai passanti di vederne l’interno. Oltre a tutto ciò, anche la vicinanza di altre attività commerciali è molto importante, perché è proprio in queste zone della città che si concentra la maggior parte delle persone nell’arco della giornata.
Un dettaglio complementare da tenere in considerazione è avere nelle vicinanze un parcheggio, possibilmente non a pagamento, per rendere più facile ai clienti arrivo in lavanderia.

Le macchine

Le macchine essenziali installate in una piccola lavanderia self-service sono lavatrici e asciugatrici. Tuttavia, alcune lavanderie self service più attrezzate sono dotate anche di macchine da stiro e finissaggio.
Oltre a queste, una lavanderia self service deve essere fornita anche di sedie o panche e delle ceste dove poter riporre gli indumenti da lavare in lavatrice.

FACILITY MANAGEMENT MILANO

La OPI – Organizzazione Pulizie Industriali si occupa anche di Facility Management Milano, ossia di tutte quelle attività di servizi complementari di supporto alle attività aziendali quali: logistica, servizi di pulizia, facchinaggio, giardinaggio, manutenzioni ordinarie, vigilanza non armata.
Sappiamo per esperienza che il facility management a Milano è semplicemente una disciplina che progetta in modo ideale tutti i servizi necessari a coadiuvare e a facilitare l’attività lavorativa all’interno di un’azienda al fine di assicurare a tutti i servizi quegli standard qualitativi necessari a soddisfare le esigenze dell’entità aziendale in modo da offrire un ambiente lavorativo e degli spazi di assoluta qualità, prestando attenzione alla gestione della spesa che deve risultare equa e contenuta.
Gli esperti del settore che collaborano con la OPI sono nella condizione di fornire una pianificazione progettuale destinata a tutti quei servizi che supportano l’attività dell’azienda.
OPI con la sua molteplice esperienza offre alle aziende la possibilità di avere un unico interlocutore per tutti i servizi ausiliari e di poter fruire dei vantaggi economici che derivano dalle sinergie disponibili da un unico coordinatore di servizi vari.

Come iniziare un attività di fotografo di matrimoni

All’interno del mondo della fotografia esistono numerosi tipi di specializzazioni. Esiste il fotografo esperto in fotografia industriale, quello esperto in ritratti, quello esperto in eventi sportivi e così via. Tra questi c’è il fotografo di matrimoni, che tra tutti i suoi colleghi sembra essere quello che non conosce crisi. Questo perché a conti fatti sono pochi gli sposi che rinunciano alle foto e contestualmente all’album di nozze. Ma quali sono i consigli per fotografo che volesse buttarsi nell’attività di wedding photographer?

Prima di tutto, considerando che i fotografi di qualsiasi tipi siano, ora lavorano principalmente attraverso internet, sarà necessario crearsi la propria vetrina online ovvero farsi costruire un sito web. Il sito web per un fotografo professionista dovrà essere di tipo portfolio, con una grafica pulita e lineare che esalti la bellezza delle foto. Dovrà essere un sito correttamente visibile sui dispositivi mobili e ben ottimizzato per favorire la visibilità sui motori di ricerca. Il sito dovrà infine mettere a disposizione degli utenti dei chiari moduli attraverso i quali mettersi in contatto con il professionista per la richiesta di informazioni o preventivi.

Per un fotografo di matrimonio sarà necessario creare la propria scheda su quelli che sono i principali siti del settore wedding, ovvero quelli che i futuri sposi consultano per cercare i fornitori ai quali affidarsi. Attualmente i migliori siti italiani a riguardo sono Matrimonio.com e Zankyou. Su questi siti sarà necessario oltre che completare accuratamente il proprio profilo con tutte le info necessarie e foto di impatto anche riuscire ad ottenere dai clienti acquisti delle buone recensioni attraverso crearsi un reputazione online.

Ricordiamoci inoltre di essere presenti sui social networks in particolare Facebook, Pinterest e Flickr. Attraverso i social networks infatti è possibile mostrare i lavori migliori, tenere informati sulle proprie attività nonché fare dell’ottimo customar care.

Infine non dimentichiamo anche l’importanza della promozione offline. Infatti anche in un epoca fortemente digitale conta molto il potere del passaparola tra clienti acquisiti e nuovi clienti, nonché la capacità di fare rete con altri professionisti del settore.