Come mi proteggo dai fumi?

Per proteggersi dai fumi di saldatura è importante indossare adeguati dispositivi di protezione personale (DPI). I DPI possono includere mascherine con filtri, appositi abiti protettivi, guanti, occhiali e calzature. Inoltre, è necessario assicurarsi che la stanza in cui si svolge la saldatura sia ben ventilata o, meglio ancora, dotata di un impianto di aspirazione dei fumi. Un’altra precauzione utile consiste nell’utilizzare materiali di protezione respiratoria adeguati come maschere a cupola con filtri antifumo. Infine, è bene ricordare che i fumi generati durante la saldatura contengono agenti chimici potenzialmente pericolosi, quindi è importante seguire sempre le istruzioni del produttore sull’uso corretto degli strumenti e delle attrezzature da saldatura.

Cosa provoca il fumo della saldatura?

Il fumo prodotto durante la saldatura è una miscela di gas e particelle solide tossiche che possono essere nocive per la salute. Può contenere sostanze come il monossido di carbonio, l’ozono, gli ioni di metalli pesanti e altre sostanze chimiche dannose. Il fumo può essere inalato o assorbito attraverso la pelle, e può causare problemi respiratori, irritazioni agli occhi, mal di testa, nausea e altri effetti negativi sulla salute. La saldatura a temperature elevate rilascia anche radiazioni ultraviolette che possono causare danni alla pelle e agli occhi. Per questo motivo è importante indossare sempre un adeguato equipaggiamento protettivo durante la saldatura.

Come funziona l’aspiratore?

L’aspirazione è una delle tecniche più utili in saldatura. L’aspiratore viene utilizzato per trattenere la fiamma e assorbire i gas e le particelle di fumo prodotti durante la saldatura. Un aspiratore può essere collegato direttamente all’utensile di saldatura oppure alimentato da un compressore d’aria. L’aspiratore raccoglie i fumi di saldatura provenienti dall’area di lavoro e li filtra attraverso un meccanismo a depolverazione, che rimuove i gas nocivi e il particolato dall’aria. I fumi vengono poi espulsi all’esterno, lontano dalle persone. L’aspiratore può anche essere dotato di un filtro a carbone attivo o con altri dispositivi per la riduzione dell’inquinamento atmosferico.

Come proteggersi dai fumi di saldatura?

Per proteggersi dai fumi di saldatura, è importante indossare sempre la protezione adeguata. Questo include occhiali protettivi, guanti e una maschera respiratoria a tenuta stagna per impedire l’inalazione di eventuali sostanze chimiche dannose. È inoltre consigliabile lavorare in aree ben ventilate ed evitare di stare troppo vicino alle fonti di calore. È importante anche assicurarsi che le apparecchiature utilizzate siano state regolarmente controllate e manutenute per garantire un livello ottimale di sicurezza.

Cosa si intende per fumi di saldatura?

Fumi di saldatura è un termine usato per descrivere i prodotti del processo di saldatura. Questi fumi sono una miscela di gas, fumo, vapore e particelle solidi generati dal calore della saldatura, composti da materiali come l’alluminio, il rame e altri metalli o materiali che vengono fonduti insieme durante la saldatura. I fumi possono anche contenere inquinanti nocivi come particolati, vapori di metalli pesanti e sostanze chimiche organiche volatili. La composizione precisa dei fumi di saldatura dipende dal tipo di metallo o materiale che viene fuso, dal processo di saldatura utilizzato e dagli agenti di protezione applicati durante la procedura. Il controllo dei fumi di saldatura è importante per prevenire l’esposizione a inquinanti nocivi all’interno dell’ambiente operativo. La rimozione deve essere effettuata utilizzando aspiratori adeguati e altri dispositivi di aspirazione per assicurare un ambiente lavorativo più sano.

Compressore aria professionale: come sceglierlo e quanto costa

Come scegliere un compressore aria professionale? È importante considerare diversi fattori prima di acquistare un compressore professionale, come l’uso previsto, la portata dell’aria, le caratteristiche della pompa e il prezzo. Per stabilire il tipo di compressore più adatto alle tue esigenze, è necessario prendere in considerazione la pressione del flusso d’aria richiesta, la quantità di aria che devi comprimerne e la frequenza con cui dovrai usarlo. Un buon compressore professionale deve essere in grado di produrre una potenza sufficiente per garantire un flusso d’aria costante e fornire una pressione d’aria adeguata per tutti i tuoi progetti. Inoltre, i materiali utilizzati nella produzione del compressore devono essere di qualità superiore per garantire una lunga durata e resistenza. Infine, la qualità del servizio post-vendita è fondamentale quando si sceglie un compressore aria professionale: assicurati che l’azienda offra assistenza tecnica competente ed efficiente. Quanto costa un compressore aria professionale? Il prezzo varia in base alla qualità del prodotto e alle sue caratteristiche. Compressori professionali di fascia media possono avere prezzi compresi tra i 150 € e i 400 €, mentre i modelli più sofisticati possono arrivare fino a 1.500 € o più.

A cosa serve un compressore industriale?

Un compressore industriale è un dispositivo utilizzato per ridurre la pressione di un gas o di un liquido. Serve principalmente a produrre gas o liquidi compressi, come aria, vapore o olio. Può anche essere usato per trasportare sostanze liquide e gassose all’interno di una rete di tubazioni in modo più efficiente. I compressori industriali sono progettati per funzionare a temperature elevate, pressioni elevate e con elevate quantità di umidità. Sono disponibili in dimensioni, forme e caratteristiche diverse e sono scelti in base alle specifiche esigenze del cliente. I compressori possono essere utilizzati nelle più svariate applicazioni industriali, come nella produzione di energia, nella lavorazione del gas naturale e nella trasmissione dell’energia elettrica. Inoltre, possono essere usati per aspirare l’aria dall’ambiente circostante e comprimerla nell’apparecchio stesso, offrendo così una vasta gamma di opzioni di utilizzo.

Come scegliere un compressore ad aria?

Scegliere un compressore ad aria può essere una sfida. Prima di decidere quale modello acquistare, è importante considerare alcuni elementi chiave. Innanzitutto, è necessario considerare la capacità del compressore: la quantità di aria che può erogare al minuto (CFM). Maggiore sarà il CFM, maggiore sarà la velocità con cui l’aria può essere soffiata o gonfiata. Inoltre, è necessario prendere in considerazione la pressione massima di uscita del compressore (PSI), poiché questo indica quanto possa spingere l’aria. Altri elementi da considerare sono la portabilità e i materiali di costruzione del compressore. Alcuni modelli sono più leggeri e compatti rispetto ad altri, rendendoli più facili da trasportare. Infine, è importante assicurarsi che il modello scelto disponga di un sistema di filtraggio dell’aria efficiente in modo da rimuovere eventuali particelle indesiderate dall’aria compressa. Considerando tutti questi fattori, sarai in grado di scegliere il compressore ad aria più adatto alle tue esigenze.

Sito web a norma di legge: ecco gli elementi fondamentali per operare in modo legale

Un sito web “a norma di legge” deve rispettare una serie di regole e criteri, alcuni dei quali piuttosto recenti. Essi sono finalizzati, grossomodo, a compensare rapporti e transazioni commerciali che non avvengono dal vivo. Dopotutto quando navighiamo in rete ci troviamo davanti a strumenti digitali innovativi, per i quali può risultare difficile sapere chi c’è dietro i contenuti che leggiamo o i prodotti che acquistiamo. 

Per tali ragioni e a tutela dei navigatori la pubblicazione di un sito web deve rispettare una serie di norme tra cui, per esempio, quelle relative al regolamento europeo per la tutela della privacy, noto come GDPR. 

È per questo che, durante la creazione di un sito web, sarebbe sempre opportuno rivolgersi ad un legale specializzato, come ad esempio questo avvocato di Bologna esperto in trattamento dei dati. In questo approfondimento, per l’appunto, vedremo quali sono gli elementi che non dovrebbero mai mancare per mettere online un sito web dal punto di vista legale.  

Trattamento dei dati personali e privacy

In Italia i siti web devono avere una “Informativa sulla privacy” che descrive come vengono raccolti, utilizzati e condivisi i dati personali degli utenti, una “Cookie policy” che descrive l’utilizzo dei cookie sul sito, una pagina di “Contatto” che fornisce informazioni su come contattare il proprietario del sito, ed un’”Informativa sul diritto di recesso” per i siti che vendono beni e servizi online. Inoltre, i siti web che raccolgono informazioni personali degli utenti devono conformarsi al Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) e al Codice in materia di protezione dei dati personali.

Dati obbligatori sul proprietario 

Ogni sito web deve sempre fornire informazioni sul proprietario del sito, come il nome della società o del professionista, indirizzi di contatto (email, PEC, numero di telefono), pagine social ufficiali e numero di partita IVA. Per i siti web appartenenti a società è di capitali, invece, è necessario anche fornire informazioni come la ragione sociale, l’indirizzo, la sede legale, il codice fiscale, l’ufficio di iscrizione del Registro delle Imprese, il REA, il capitale a bilancio e altre informazioni pertinenti.

I termini e le condizioni d’uso del sito web

Per “termini e condizioni” si intende la creazione di una pagina informativa con le condizioni generali per l’uso del sito. In questa pagina verranno rese note tutte le informazioni sul proprietario del sito, come le regole comportamentali da seguire, il  foro competente in caso di controversie o le limitazioni di responsabilità e/o esclusioni di garanzie a seguito dell’uso dello stesso.

Chiaramente la questione si complica nel caso di eCommerce o fornitori di beni e servizi, per i quali sono da rispettare le norme riguardanti il commercio elettronico. In questo caso l’utente dovrà essere informato circa le politiche di reso e rimborso, le modalità di restituzione delle merci, i modelli organizzativi di spedizione e così via. Il commercio elettronico può essere ulteriormente “complicato” per alcuni ambiti merceologici, come nel caso delle farmacie o dei casinò online

Sicurezza della navigazione

Infine sarà necessario dotare il sito web di un certificato SSL. Si tratta di una certificazione tramite la quale si attesta che il sito web sia sicuro e che, quindi, le informazioni scambiate tra utente e gestore siano garantite da una connessione che rispetta i più recenti protocolli web. 

Due approfondimenti dal blog dell’Avv. Gianluca De Micheli

Riceviamo e pubblichiamo questi due approfondimenti sul mondo delle imprese, scritti in collaborazione con il team del blog dell’Avv. Gianluca De Micheli, Avvocato del Foro di Roma esperto in materia di crisi d’impresa, risanamenti aziendali, diritto tributario, responsabilità amministrativa degli enti, ed assistenza agli investimenti immobiliari. All’interno degli stessi troverete alcuni link utili ai siti web governativi con accesso agli strumenti messi a disposizione dei professionisti e degli imprenditori. Buona lettura!

Come creare una startup in Italia

Se hai in mente un progetto importante che pensi sia valido ed il tuo scopo è quello di concretizzarlo, allora costituire una startup è quello che potrebbe fare al caso tuo. Infatti, la startup è proprio il tipo di impresa pensata per realizzare degli innovativi progetti di business e con un potenziale di crescita elevato. Inoltre, ci sono anche diverse agevolazioni previste dallo Stato per incentivare e favorire la nascita e la crescita di nuove aziende – a tal proposito, l’Avvocato Gianluca De Micheli consiglia di visitare periodicamente il portale di sostegno alle start up innovative, denominato Smart & Start Italia, accessibile attraverso il seguente link.

Cos’è una startup

Il significato di startup deriva, in inglese, dal verbo “avviare” anche se, nei contesti in cui questo termine viene utilizzato per le imprese, indica un’attività che nasce e che prende il via. Quando parliamo di una startup pensiamo quindi ad una nuova impresa ma che non dovrà essere tradizionale, bensì innovativa. Se il tuo progetto è quindi quello di aprire un ristorante o un bar, non potrai parlare di startup. Escludendo quindi il vincolo dell’innovazione, è una forma di impresa che può essere vista per tantissimi tipi di attività ed il suo scopo, infatti, è quello di agevolare la nascita e lo sviluppo di progetti importanti e che si muovono al di fuori dei mercati già saturi. Analizzando un pò il mercato delle startup, i settori economici in cui nascono maggiormente sono quelli dedicati al mondo delle telecomunicazioni e dell’informatica, fino ad arrivare a servizi di tutti i generi come il car sharing, attività di dog sitter, educazione e formazione professionale. Negli ultimi anni, inoltre, sono state sviluppate diverse startup sia nel mondo della finanza (monete elettroniche, criptovalute, pagamenti online, ecc.), sia in altri settori come l’agricoltura e l’allevamento dove, con l’idea giusta, è stato possibile realizzare dei progetti molto innovativi.

Come creare una startup

Il primo requisito di una startup è quello di avere la forma di una società di capitali. Potrà quindi essere costituita sotto forma di società per azioni, società a responsabilità limitata o, in alternativa, anche una società cooperativa. Sicuramente se non disponi inizialmente di un buon capitale, l’opzione migliore è quella di formare una S.r.l. in quanto il suo statuto è sicuramente tra i più flessibili. C’è sempre tempo per crescere e cambiare, se le cose andranno per il verso giusto, la propria forma sociale una volta che arriveranno nuovi capitali. Ci sono due modi per costituire una startup:

●  attraverso la scrittura di un atto costitutivo e lo statuto da parte di un notaio. Si tratta sicuramente del metodo più tradizionale in cui è possibile realizzare un modello specifico e un regime sociale adatto al tipo di attività che si intende esercitare.

●  crearla direttamente on line, grazie al servizio messo a disposizione dalle camere di commercio.

Continua a leggere nel blog dell’Avv. Gianluca De Micheli: Come si crea e come funziona una società per azioni

La società per azioni (SPA) è la tipologia più frequente delle società di grandi dimensioni e viene utilizzata soprattutto dalle aziende che hanno sia un tasso di rischio che un volume di investimenti molto alto. La società per azioni fa parte della tipologia di società di capitali ed è dotata di personalità giuridica. Ciò vuol dire che si tratta di un soggetto distinto dai soci e dotato di una autonomia patrimoniale piena, nella quale le partecipazioni dei soci vengono rappresentate da titoli trasferibili, ovvero le azioni.

Come si crea una società per azioni

Attraverso il Decreto Competitività n. 91/2014 sono state modificate le disposizioni contenute nel Codice Civile ed ha stabilito che il capitale minimo richiesto per costituire una società per azioni è pari a 50.000 euro, abbassando quindi la soglia minima che precedentemente era fissata a 120.000 euro. Si tratta di un intervento mirato a facilitare la costituzione delle società per azioni, anche se rimane piuttosto evidente che va evitata l’apertura di questo genere di società per tutte le aziende di piccole dimensioni.

Come funziona una società per azioni

Vediamo ora come funziona una società per azioni. Il capitale sociale è diviso in azioni, ovvero in titoli di credito che possono essere sia acquistati che venduti liberamente sul mercato, ed ogni azionista che detiene le azioni di una società è un socio. La costituzione di una società per azioni deve avvenire per atto pubblico, è quindi necessario un atto notarile con il quale il notaio dovrà poi iscrivere la società in via telematica al Registro delle Imprese territorialmente competente. Un’altra caratteristica delle Spa è quella di avere la possibilità di emettere, entro determinati limiti, delle obbligazioni oltre che accedere alle quotazioni dei titoli che vengono emessi e di investire in azioni proprie. Per quanto riguarda gli obblighi delle Spa, c’è quello di nominare un organo di controllo interno. Infatti, tra le diverse società di capitali, le società per azioni sono le più onerose proprio perché è obbligatorio nominare un collegio sindacale. Parlando invece del lato amministrativo, nelle società per azioni possono essere nominate persone fisiche in qualità di amministratori, i quali non devono essere soci necessariamente. Queste figure, all’interno della società, hanno la responsabilità esclusiva della gestione dell’impresa ed effettuano tutte le operazioni necessarie al fine di attuare l’oggetto sociale.

Per approfondire l’argomento, l’Avv. Gianluca De Micheli ci consiglia di visitare il Portale governativo dell’informazione finanziaria, denominato “Quello che conta”.

A proposito dell’Avvocato Gianluca De Micheli

Gianluca De Micheli è un Avvocato del Foro di Roma, specializzato in crisi d’impresa e risanamenti aziendali, con precedente esperienza professionale nel corpo della Guardia di Finanza. Puoi rivolgerti all’Avv. Gianluca De Micheli per ricevere anche assistenza legale e tributaria per l’acquisizione di portafogli immobiliari. In materia di Diritto societario e tributario, l’Avvocato Gianluca De Micheli offre assistenza legale per la costituzione, la governance, il controllo, lo scioglimento e la liquidazione delle società, la responsabilità amministrativa degli enti, i rapporti patrimoniali fra soci, le operazioni societarie straordinarie e la gestione della crisi di impresa.