Archivio della categoria: Business

Personalizzare le shopper per pubblicità, sai farlo?

Personalizzare le shopper per pubblicità

La shopper non è solamente una busta ma può avere un valore molto più importante per la tua attività. Non sottovalutare il potenziale di una shopper, anzi creane di innovative, originali, che risaltino all’occhio. Per farlo però rivolgiti a chi stampa shopper personalizzate di professione, in modo tale da poter avere un prodotto realizzato in alta qualità ed in tempi brevi, consegnato direttamente con corriere espresso.

Come personalizzare la shopper

Una shopper si personalizza in diversi modi. Le opportunità sono varie, per cui occorre saper scegliere la migliore per la propria esigenza. Una shopper permette di veicolare un’immagine grafica, un brand, uno slogan, così da assolvere anche ad una funzione pubblicitaria. Per questo, chi ha un’attività commerciale potrebbe avvalersi proprio delle shopper per poter diffondere ulteriormente la propria immagine, la propria identità all’interno del mercato. La stampa di una shopper può avvenire con differenti materiali e formati. Si hanno la stampa flessografica che riporta colori brillanti oppure la stampa a caldo che ha le scritte in rilievo.

Come possono essere le shopper

Le shopper possono essere delle buste neutre oppure fantasia, a fondo pieno, natalizie, portabottiglie, j-fold, bicolore, di lusso. Il tutto dipende da che tipo di messaggio si vuole veicolare, soprattutto da che tipo di target si desidera colpire. E’ ovvio che la shopper di una gioielleria non sarà mai uguale a quella di un supermercato, così come quella di uno studio fotografico avrà caratteristiche diverse dalla shopper di un negozio di abbigliamento e così via. E’ possibile comunque farsi consigliare per realizzare la propria shopper con la grafica più opportuna e a seconda delle esigenze, al fine di ottenere la giusta visibilità tra i potenziali clienti. Una shopper riporta una identità di marchio, per questo è necessario realizzarla in maniera professionale ed efficace.

Gestire un e-commerce con Presta Shop

Sono sempre di più coloro che scelgono di sfruttare la potenza del Web per ampliare il proprio business decidendo di affiancare le vendite effettuate con i canali tradizionali a quelle che è possibile avere attraverso la creazione di un e-commerce. Allo stesso tempo, sono moltissimi anche coloro i quali decidono di creare ex novo un’attività commerciale scegliendo di dedicarsi esclusivamente alla vendita di qualsiasi categoria merceologica attraverso Internet.

In entrambi i casi è fondamentale creare un e-commerce performante che, al di là della bellezza estetica, sia funzionale, user-friendly e semplice da gestire nel suo back office per avere sempre la possibilità di organizzare ogni aspetto senza intoppi o inutili rallentamenti che nel commercio, soprattutto quello online, possono significare perdite di denaro.

Uno degli strumenti più efficienti oggi a disposizione di coloro che hanno bisogno di creare un e-commerce è sicuramente PrestaShop. Si tratta di un software semplicissimo da scaricare ed utilizzare grazie al quale non sarà assolutamente necessario saperne di programmazione poiché l’interfaccia utente permette di impostare e personalizzare in maniera rapida ed intuitiva.

PrestaShop non ha però dalla sua parte solo un’installazione molto semplice da effettuare. Grazie a questo software, infatti, gestire un e-commerce sarà ancora più facile di quanto possiate immaginare grazie a Bootstrap, un’applicazione interna che permette di rendere il contenuto del vostro sito totalmente adattabile anche ai dispositivi mobili, grazie alle migliaia di moduli presenti con i quali personalizzare ogni aspetto del sito ed anche grazie ad indicatori SEO presenti nella piattaforma che aiuteranno l’utente nel difficile compito di indicizzare al meglio il sito sui maggiori motori di ricerca.

Una volta scaricato, installato e settato PrestaShop è però necessario procedere alla messa online effettiva dell’intero lavoro. Per far sì che questo avvenga nel migliore dei modi e che il sito sia sempre disponibile agli utenti senza rallentamenti o crolli del sistema, è importante scegliere il giusto hosting. Lo spazio web per PrestaShop dovrebbe quindi essere scelto evitando di fare in maniera superficiale. Se sceglierete il giusto hosting per ospitare il vostro sito, infatti, le probabilità che si verifichino errori di sistema o altri problemi che potrebbero rendere impossibili le vendite sono assolutamente ridotte quasi a zero. Ecco perché un hosting non vale l’altro e questo discorso dovrebbe valere soprattutto quando il nostro progetto online ha lo scopo di far crescere le nostre vendite e, di conseguenza, i nostri guadagni.

Quello che c’è da sapere su MoneyFarm

Ero alla ricerca di un investimento finanziario, che potesse fruttarmi il giusto, senza avere la continua preoccupazione di perdere tutto il capitale.

Navigando su internet, mi sono imbattuto in MoneyFarm. Ero già stato “scottato” da una brutta esperienza col conto deposito, avevo necessità di smobilizzare il mio risparmio, ma mi sono trovato nell’impossibilità di farlo, così cercando online sono stato attento sin da subito a quest’aspetto, per me di fondamentale importanza.

Entrando nel sito di MoneyFarm è presente un video, con un solo clic mi si è aperta tutta un’altra realtà. Ora è quasi un anno che usufruisco di quest’investimento e non posso che sottolinearne solo benefici e veri rendimenti.

Entro ora più nel dettaglio, spero che leggere queste mie opinioni su MoneyFarm possa essere utile a chi come me si trova nella necessità di voler investire, ma ha troppa paura di sbagliare.

Come iscriversi su MoneyFarm?

Digita su Google MoneyFarm, entra nell’homepage e clicca in alto a destra sul pulsante arancione “Iscriviti”. Compila un questionario, sono davvero poche e semplici domande, che consentono ai consulenti finanziari di verificare la tua capacità di rischio, le tue esigenze e soprattutto il tuo orizzonte temporale. L’iscrizione è gratuita.

Quale tipo d’investimento viene effettuato su MoneyFarm?

MoneyFarm valuta attentamente ogni singolo questionario e ti propone un portafoglio di alcuni EFT, solitamente intorno a dieci tipologie di questi fondi che sono quotati in borsa e replicano un determinato indice finanziario, garantendo una sicura liquidità, un costo comunque basso e una certa diversificazione.

Funziona davvero MoneyFarm?

Ho deciso di scrivere le mie opinioni su MoneyFarm perché credo che questo tipo di consulenza vada premiato e recensito correttamente. Mi sono trovato davvero molto bene, soprattutto perchè è tutto prettamente personalizzato, senza costi aggiuntivi.

Non solo mi consigliano gli EFT migliori, ma mi supportano nel bilanciare le strategie di investimento durante il periodo prefissato.

Il fee di abbonamento su base annua è fino a 3.000 € pari all’1,25 %, scende a 0,70% per un investimento fino ai 200.000 €, per poi abbassarsi ancora al tasso dello 0,50 % per investimenti superiori ai 200.000 €.

Marco Zoppi: Svizzera ed Italia, un confronto sul trust

Il Trust è un negozio finanziario in uso già da parecchi anni in buona parte del nostro Continente e noto da qualche tempo anche in Italia, Paese nel quale, proprio nel corso degli ultimi anni, ha iniziato a diffondersi in maniera sempre più capillare.

Formula fondata su un rapporto fiduciario tra disponente e trustee, il Trust nasce nel Regno Unito. Esso prevede il conferimento  di beni, diritti o patrimoni che, in funzione di questo istituto, passano dalla gestione del proprietario a quella del fiduciario, che ne dispone a proprio piacimento con lo scopo di ottenerne un ritorno economico da trasferire, alla fine del mandato, al beneficiario del titolo.

Per poter beneficiare di tutti i vantaggi finanziari e fiscali resi possibili dall’impiego del Trust, dunque, il disponente è tenuto a ‘’spossessarsi’’ degli averi conferiti nel negozio con lo scopo di affidarli ad una figura professionale in grado di capitalizzare l’investimento.

 

Solo da qualche tempo, in Italia, grazie anche all’opera di propaganda portata avanti da alcune  delle maggiori personalità del mondo della Finanza Internazionale, il Trust è entrato a far parte delle operazioni finanziarie di riferimento per i risparmiatori desiderosi di investire una parte dei propri capitali o di ottimizzare la propria fiscalità.

 

Contrariamente a quanto avvenuto in Italia, la diffusione del Trust all’interno del territorio elvetico è stata molto rapida e piuttosto capillare: la Svizzera non ha mai adottato una legislazione che limitasse, o addirittura vietasse, l’impiego del Trust come strumento di investimento e di perfezionamento fiscale.

L’apertura di un Trust in Svizzera, però, prevede il rispetto e la conformità con la Legislazione straniera, nel caso in cui il titolare dell’investimento non sia autoctono. Tutti i risparmiatori che vogliono investire in questo senso, dunque, sono tenuti a denunciare i conferimenti attuati mediante Trust in Svizzera direttamente al Fisco del loro Stato di origine.

In quanto contemplato come negozio finanziario riconosciuto dall’Ordinamento Svizzero, ogni Trust è soggetto ad imposta sul reddito, ritenuta, imposta sulle donazioni ed imposta di successione. All’interno della Confederazione Elvetica i Trust possono distinguersi fondamentalmente tra due categorie: i revocabili e gli irrevocabili. Di questi, i primi (in realtà possibili anche in Italia, soprattutto in ambito immobiliare) permettono al disponente di influenzare l’attività del Trustee, mentre i secondi attribuiscono al fiduciario pieno controllo dei beni conferiti.

 

Marco Zoppi, dalla Svizzera per la diffusione del trust in Italia

Marco Zoppi, fondatore e CEO di Global Capital Trust, ha più volte espresso il suo appoggio alla logica di diffusione del Trust, sostenendo l’opportunità di impiegare questo istituto anche nell’ambito della successione aziendale e della gestione di opere d’arte.

 

Al contrario di quanto avvenuto in Svizzera, in Italia l’istituto del Trust ha lungamente stentato ad essere riconosciuto dalla maggior parte dei potenziali investitori come qualcosa di più di uno strumento di elusione fiscale. Solo oggi, grazie anche all’introduzione di un sistema di Leggi che, al pari di quanto avviene nel territorio elvetico, inquadra adeguatamente questo istituto dal punto di vista fiscale e giuridico, il Trust è stato identificato perfino come strumento fondamentale per la tutela dei patrimoni appartenenti ai disabili gravi, con la recente Legge Dopo di Noi.