Cos’è la Confcommercio?

Quando si lavoro o si possiede una propria azienda, è sempre bene analizzare diversi fattori utili alla gestione della stessa. Per chi lavora nel mondo delle imprese e del commercio, per coloro che si occupano di servizi e turismo, è infatti sempre necessario iscriversi ad associazioni mirate, in grado di dare visibilità alla propria attività e di tutelare i propri diritti. È infatti sempre consigliabile, soprattutto alle piccole e medie imprese, unirsi in società che rappresentino il proprio settore professionale. In Italia sono molte le associazioni volte a rappresentare una determinata categoria lavorativa; una di queste è la Confcommercio. Assieme ad essa esistono anche la Confesercenti, la Confindustria e i vari sindacati.

I compiti

La Confcommercio, o Confederazione Generale Italiana del Commercio, del Turismo, dei Servizi, delle Professioni e delle Piccole e Medie Imprese, rappresenta e fa le vecidi tutte le imprese del settore terziario, nello specifico tutte quelle attività legate al turismo, al commercio e ai servizi. La Confcommercio è costituita da circa 820.000 imprese e opera in Italia per mezzo di apposite agenzie provinciali, coordinate e gestiste dall’Associazione dei Commercianti, degli Operatori e dei Servizi (ASCOM). L’attuale presidente della Confcommercio, dal 10 febbraio 2006 è Carlo Sangalli.

Confcommercio: attività

La Confcommercio gestisce tutte le tematiche relative al turismo, ai trasporti e alle infrastrutture e dunque valuta anche il settore alberghiero: ci possiede un hotel Stazione Termini, dunque, potrà ricevere la tutela specifica.

Si occupa inoltre dell’assistenza previdenziale e sociale dei suoi iscritti e opera anche in ambito commerciale, creditizio, fiscale e della comunicazione e dell’immagine stessa delle imprese aderenti. La Confcommercio provvede inoltre a mantenere le relazioni con il sistema associativo, con i vari organi sindacali e con le varie istituzioni e società internazionali ed europee. La Confcommercio ha un ruolo dominante anche in tutte quelle attività legate all’innovazione e in tutte le questioni istituzionali e legislative.

 

ASSICURAZIONE PER LE AZIENDE ALIMENTARI

La crisi economica attanaglia la maggior parte degli imprenditori italiani e non, eppure i professionisti che operano sul mercato sanno bene che ci sono delle prerogative alle quali non possono rinunciare se vogliono continuare ad operare con redditività.

Una di queste prerogative è sicuramente la qualità dei prodotti che offrono.

Proprio per tale motivo, sono sempre di più gli imprenditori del settore alimentare che stipulano una valida assicurazione per la loro azienda, non solo per garantirne e tutelarne il patrimonio, ma anche per assicurare la qualità e mantenere affidabilità verso i clienti.

Più nello specifico, l’assicurazione per le aziende alimentari assicura agli imprenditori del settore adeguata tutela per le situazioni di seguito riportate :

 

  • Danni ai beni :  viene assicurata una copertura ai fabbricati e al loro contenuto in caso di danni derivanti da incendi o allagamenti.

Inoltre, con un piccolo supplemento è possibile estendere la copertura anche ai casi di danni scaturenti da eventi naturali improvvisi ed imprevedibili, quali i terremoti.

 

  • Responsabilità civile per danni a terzi o a prestatori di lavoro :  viene assicurata adeguata tutela all’imprenditore nelle ipotesi di danni cagionati a terzi durante lo svolgimento dell’attività di impresa o subiti dai prestatori di lavoro nell’espletamento delle loro funzioni lavorative per l’azienda.

 

  • Responsabilità civile per danni a terzi da prodotti :  si tratta della copertura che più interessa e sta a cuore agli imprenditori, in quanto fornisce loro adeguata tutela per le ipotesi di danni cagionati a terzi dai beni prodotti dai professionisti.

Le cause dei danni possono essere le più variegate e non compromettono comunque la tutela del professionista, che rimane sia che il danno derivi da omessa o erronea indicazione delle condizioni d’uso, sia da difetto nella progettazione o conservazione del prodotto.


Tutela legale :  a completamento delle tutele illustrate, viene garantita all’imprenditore la necessaria assistenza legale per far valere in giudizio le proprie ragioni ed interessi.

La visura camerale per il concordato preventivo

Da Settembre 2012 il concordato preventivo è stato utilizzato da 6800 imprese, che si sono trovate in difficoltà e vicine al fallimento. Invece di pagare gli oneri della procedura fallimentare, gli interessati possono richiedere una revisione della visura Camera di Commercio grazie a questa procedura, per pagare poi fornitori e clienti a rate (da calcolarsi caso per caso).

Consultando la visura camerale online subito dopo l’avvio del concordato preventivo, l’azienda non risulterà in fallimento. Sarà per questo che il numero delle attività che utilizza questo strumento messo a disposizione dal Registro delle Imprese è in costante crescita.

Un recente studio dimostra che dallo scorso Agosto sono state quasi 2700 le domande per il concordato preventivo. Per richiedere l’aggiornamento della visura camerale, gli interessati devono presentare gli ultimi tre bilanci di esercizio in perdita e aspettare che la procedura venga approvata.

Una volta inviata la domanda per il concordato preventivo, l’impresa ha a disposizione 120 giorni lavorativi per presentare un piano di rientro e vedersi così riconosciuto il nuovo status in visura camerale.

Il concordato preventivo consente di ottenere una visura camerale utilizzabile poi nelle sedi competenti; infatti, così come per la classica dichiarazione di fallimento, è proprio il Tribunale a prendere atto della domanda e a richiedere la revisione della visura camerale.

Le domande sono state particolarmente pressanti per gli operatori agli sportelli a Marzo 2014, quando sul territorio nazionale erano quasi quattrocento le procedure avviate per il concordato preventivo.

La legge non è ancora chiara sul modo di gestire i creditori. L’impresa che fa domanda per il concordato preventivo non è tenuta a informare gli eventuali creditori, perché la visura camerale aggiornata rappresenta un atto pubblico sufficiente.

Per questo, eventuali creditori dovrebbero consultare la visura camerale online di eventuali partner commerciali: se ci sono procedure concorsuali in corso, sapremo immediatamente cosa fare per vantare eventuali crediti pregressi.

La visura camerale diventa quindi lo strumento per comunicare un concordato preventivo a terzi, mentre l’azienda avrà la possibilità di rientrare più velocemente dei debiti contratti per l’attività attualmente in perdita.

La visura catastale per difendersi dal redditometro

Il nuovo strumento dell’Agenzia delle Entrate è entrato in funzione: l’idea è di scovare gli evasori confrontando le spese con il reddito dichiarato. Il sistema si basa sul fatto che ci sono spese che non si possono evitare, come le utenze e le tasse, che sono calcolate in base a parametri definiti.

Diversa la questione delle spese correnti e non quantificabili (come gli alimentari e l’abbigliamento), difficili da prevedere: l’Agenzia farà qui riferimento alle stime dell’ISTAT e non ci sarà modo di difendersi passando dal Garante per la Privacy.

In più, per l’acquisto dei cosiddetti “beni durevoli”, basta utilizzare la carta di credito e l’Agenzia delle Entrate è in grado di rintracciare il pagamento per scoprire il reddito della persona interessata. L’unico modo per difendersi dall’ingerenza del Fisco è avere i documenti in regola, assicurandosi che siano aggiornati.

È il caso degli appartamenti di proprietà, sia ad uso abitativo che ad uso commerciale: ognuno dovrebbe avere la visura catastale riferita all’immobile di proprietà. Con la crisi, però, in molti potrebbero aver venduto il proprio appartamento e non aver aggiornato la visura catastale per distrazione.

Una distrazione difficile da spiegare all’Agenzia delle Entrate in caso di controlli incrociati: un discorso che vale anche se si chiude un’attività. La visura catastale online indica che siete proprietari di un negozio in centro (magari chiuso da mesi), perché non è stato effettuato l’aggiornamento.

Altrettanto difficile è dimostrare con le visure catastali che il secondo appartamento di proprietà è in realtà in comodato d’uso a vostro figlio che studia in un’altra città. In questi casi, difficilmente i genitori vanno dal notaio a registrare un contratto che attesti questo passaggio.

Se vi trovate in questa situazione, portate con voi le bollette intestate a vostro figlio oltre alla visura catastale dell’immobile: in questo modo, potrete dimostrare che voi siete i proprietari, ma lui abita attualmente quell’appartamento.

Se non sapete qual è la vostra situazione o se avete bisogno di una visura catastale aggiornata, vi consigliamo di rivolgervi all’Agenzia delle Entrate di competenza, oppure a un’agenzia specializzata in visure catastali. In questo modo, avrete i conti in regola e, se arrivasse la lettera, non avrete problemi a difendervi.