Archivia Dicembre 10, 2014

Bilancio aziendale: le PMI ora più oculate

La recessione economica invita alla prudenza e a maggiori controlli sul bilancio aziendale. Per definire i margini di guadagno e quanto si possa investire, le aziende non utilizzano il personale interno, spesso poco qualificato nella valutazione e redazione di un bilancio aziendale.

 

Le tre voci più importanti sui margini riguardano:

 

  • Liquidità. Al termine della produzione, più che i margini di guadagno, le attività si chiedono se avranno abbastanza liquidità per poter pagare fornitori e gestire le pratiche con i clienti. La liquidità diventa anche una garanzia importante per le aziende che hanno la necessità di farsi valutare da un istituto di credito, al fine di ottenere un finanziamento.
  • Netto e lordo. Quanto del bilancio aziendale viene “portato via” dagli obblighi burocratici? Tasse, rendiconti e pratiche varie rendono difficile la vita di un’azienda, se non è in grado di valutare queste voci nel bilancio. La vera disponibilità sarà quella al netto delle spese dovute per regolarizzare le pratiche con il Fisco.
  • Impieghi. Le attività imprenditoriali hanno comunque degli obblighi irrinunciabili, come gli stipendi ai dipendenti, oppure le rate di finanziamenti già richiesti per affrontare la recessione economica in passato: gli impieghi vanno inseriti con cautela nel bilancio aziendale, per evitare di fare valutazioni errate sui “conti in tasca” dell’azienda.

 

La crisi economica non ha cambiato solo l’atteggiamento nella valutazione di un bilancio aziendale, ma soprattutto una nuova concezione della figura dell’impiegato, che ora deve essere in grado di negoziare le strategie più favorevoli per l’azienda quando si tratta di intrattenere rapporti con le banche, oppure saper prevedere anticipatamente se le strategie aziendali porteranno a un guadagno netto nel bilancio.


Queste competenze possono fare la differenza in un colloquio di lavoro, perché l’azienda sa bene che dal bilancio dipende l’intera attività. Saper valutare i rischi significa rivedere le prerogative, ma anche assicurarsi una buona fetta di mercato, considerando anche il fatto che, di questi tempi, i consumatori sono più attenti e oculati nelle scelte di tutti i giorni. Il bilancio aziendale diventa così l’asse portante di tutte le scelte nelle riunioni in consiglio di amministrazione, anche e soprattutto per le piccole attività, che risentono di più della recessione economica e non possono permettersi un passo falso nella valutazione del bilancio aziendale.

La gestione del magazzino facilitata con i software ERP

 

 

Di cosa si parla quando si dice programma gestionale del magazzino? Si vuole intendere un programma che ha come obiettivo quello di controllare il magazzino e tutti i movimenti ad esso legati. Si controlla tutta la catena di distribuzione, passando dalla fase di entrata in magazzino delle merci a quella di preparazione e spedizione, ma anche di riordino e di raccolta. Ogni fase, insomma, è vagliata con precisione e vengono incamerati tutti i dati che poi verranno trasferiti agli altri settori dell’azienda, in modo da cercare di evitare quanto più possibile sprechi e perdite. Tenere costantemente sotto controllo il magazzino, le sue giacenze e le operazioni a esso legate, significa evitare di produrre merce in più o di ordinarla: tutto questo comporterebbe delle perdite che sono da evitare per avere un’azienda robusta e in salute. Ci sono diversi programmi che riescono a gestire al meglio il magazzino, in modo da minimizzare le perdite e si chiamano sistemi WMS, ossia Warehouse Management System, che altro non sono che programmi di gestione della catena di produzione e distribuzione. Suddetti tipi di software sono adatti sia per magazzini automatizzati che per quelli in cui ancora si opera in maniera manuale. Gli addetti dovranno comunicare, fase dopo fase, tutte le mosse che si fanno in magazzino. Messo in comunicazione con tutti gli altri settori dell’azienda, il magazzino può essere la chiave di volta di una azienda felice e in salute. Dal magazzino parte tutto e si possono avere dei vantaggi notevoli grazie alla gestione attraverso suddetti programmi. La messa in comunicazione dei diversi settori della azienda si possono trovare solo ed esclusivamente dei vantaggi, dato che con un sistema centralizzato e legato a quello gestionale del magazzino non permette sprechi di sorta e rende tutto molto più semplice, perché se tutti i settori comunicano può nascere un sistema snello e produttivo.

 

 

 

La visura Pra per scoprire il proprietario dalla targa dell’auto

 

Se si cercano informazioni su un’auto di cui si conosce la targa, si può consultare la visura Pra online, oppure richiedere presso gli uffici preposti la visura Pra riferita a quel mezzo. In alternativa, si può sempre richiedere una semplice visura targa, ma la visura Pra offre maggiori informazioni e risulta quindi più utile (soprattutto nei casi di compravendita).

La targa è obbligatoria per tutti i veicoli, in quanto consente di registrare in un unico documento tutte le informazioni relative al mezzo. Attraverso la visura Pra, il potenziale acquirente viene a sapere se il mezzo è effettivamente senza ipoteche e se non riserva “sorprese” dopo l’acquisto. Infatti, chi vende all’usato, non sempre è chiaro sul chilometraggio e sull’effettiva immatricolazione del mezzo stesso.

La visura Pra chiarisce questi dubbi, semplicemente pagando il corrispettivo per l’apertura della pratica. La visura Pra ha valore in sede legale, quindi se il venditore vorrà fare causa al compratore in tribunale, questi avrà comunque un asso nella manica potendo presentare un documento ufficiale e valido, in quanto redatto dall’ente preposto.

Per ridurre i tempi, basta pagare un po’ di più. Se agli enti preposti una visura Pra può costare meno (ma i tempi si allungano), l’invio di una visura Pra online è veloce e sicuro, valendo quindi i costi in più pagati (soprattutto se si vuole essere sicuri di risparmiare sull’auto acquistata e se si hanno difficoltà legali a cui fare fronte). Ricordiamo che, se il venditore non ha informato l’acquirente su eventuali ipoteche, questi rischia di acquistare un’auto che sarà rivenduta all’asta di lì a poco: fare attenzione diventa quindi un obbligo.

La visura Pra diventa uno strumento utile anche per verificare se un’auto è d’epoca o meno: per essere definita un’auto d’epoca, questa deve essere immatricolata prima del 1993. Il dato può essere mistificato, ma la visura Pra può assicurare su questo e su altri punti relativi all’auto d’epoca, a maggior tutela dei collezionisti.

Documenti come la visura Pra devono essere sempre a portata di mano, anche dopo l’acquisto: in questo modo, l’automobilista sarà tutelato in caso di controlli da parte delle forze dell’ordine.

 

 

La visura camerale per il concordato preventivo

Da Settembre 2012 il concordato preventivo è stato utilizzato da 6800 imprese, che si sono trovate in difficoltà e vicine al fallimento. Invece di pagare gli oneri della procedura fallimentare, gli interessati possono richiedere una revisione della visura Camera di Commercio grazie a questa procedura, per pagare poi fornitori e clienti a rate (da calcolarsi caso per caso).

Consultando la visura camerale online subito dopo l’avvio del concordato preventivo, l’azienda non risulterà in fallimento. Sarà per questo che il numero delle attività che utilizza questo strumento messo a disposizione dal Registro delle Imprese è in costante crescita.

Un recente studio dimostra che dallo scorso Agosto sono state quasi 2700 le domande per il concordato preventivo. Per richiedere l’aggiornamento della visura camerale, gli interessati devono presentare gli ultimi tre bilanci di esercizio in perdita e aspettare che la procedura venga approvata.

Una volta inviata la domanda per il concordato preventivo, l’impresa ha a disposizione 120 giorni lavorativi per presentare un piano di rientro e vedersi così riconosciuto il nuovo status in visura camerale.

Il concordato preventivo consente di ottenere una visura camerale utilizzabile poi nelle sedi competenti; infatti, così come per la classica dichiarazione di fallimento, è proprio il Tribunale a prendere atto della domanda e a richiedere la revisione della visura camerale.

Le domande sono state particolarmente pressanti per gli operatori agli sportelli a Marzo 2014, quando sul territorio nazionale erano quasi quattrocento le procedure avviate per il concordato preventivo.

La legge non è ancora chiara sul modo di gestire i creditori. L’impresa che fa domanda per il concordato preventivo non è tenuta a informare gli eventuali creditori, perché la visura camerale aggiornata rappresenta un atto pubblico sufficiente.

Per questo, eventuali creditori dovrebbero consultare la visura camerale online di eventuali partner commerciali: se ci sono procedure concorsuali in corso, sapremo immediatamente cosa fare per vantare eventuali crediti pregressi.

La visura camerale diventa quindi lo strumento per comunicare un concordato preventivo a terzi, mentre l’azienda avrà la possibilità di rientrare più velocemente dei debiti contratti per l’attività attualmente in perdita.