Analisi a cura di David Pascucci, Market Analyst di XTB
L’indice dei prezzi al consumo (IPC) tocca quota 3,7% ed è un risultato sopra le attese; un dato che ha sconvolto il mercato nel breve e che di fatto ha visto un mercato reagire in maniera opposta il giorno successivo. Lato azionario la reazione al dato è stata pessima, con il comparto tecnologico che ha subito il colpo più duro con un movimento da -3% per il Nasdaq che ha poi influito sui cali notturni in Asia. Nikkei e Kospi, infatti, registrano i cali più pesanti (rispettivamente con un -4,5% e un sonoro -8%), con il secondo che risulta essere l’indice peggiore nel corso delle ultime due settimane attraverso una performance negativa di oltre il -20%. Lato obbligazionario abbiamo visto due movimenti distinti, il primo subito dopo il dato, il secondo nella notte asiatica e nella prima mattina europea: forte rialzo dei rendimenti subito dopo il dato e forte ribasso nel corso delle ore successive.
Questi movimenti sull’obbligazionario sono stati molto significativi, soprattutto in merito alle valutazioni sui possibili movimenti sui tassi Fed. Infatti, nell’immediatezza del dato abbiamo visto un cambio drastico delle aspettative sui tassi, con un passaggio di probabilità per il rialzo dei tassi dal 20% al 50%. Proprio il calo dei rendimenti ha ristabilito l’ordine riportando queste probabilità al punto di partenza, ossia un 20% per il rialzo e un 80% per i tassi fermi.
Al momento è stato sicuramente un dato market mover e probabilmente lo sarà anche nei prossimi mesi visto che l’inflazione stessa dipende quasi interamente dal comparto energia, comparto che ha visto un fortissimo aumento dei prezzi a livello globale e che risulta determinante non solo in Usa ma anche in Europa.
Al momento i mercati risultano molto tecnici, con alcuni indici in crollo verticale come il Kospi e altri indici come il Dow Jones che invece cercano di tenere i minimi delle scorse settimane: segnali questi che indicano come ci si trovi in una fase di debolezza. Per le obbligazioni la situazione riguarda principalmente l’appetito al rischio su questi rendimenti, si dovrà pertanto monitorare l’andamento tecnico per capire se il mercato li accetterà a lungo termine. Qui giocheranno un ruolo fondamentale sia l’inflazione che i tassi di interesse. I rendimenti, infatti, si trovano nella maggior parte dei casi al di sopra dei livelli di inflazione attuale, di inflazione target e sopra i tassi di interesse, condizione che fa risultare (sulla carta) le obbligazioni come gli asset da osservare in ottica futura.



