Archivia Luglio 29, 2016

Compro oro, l’evoluzione di questo genere di attività negli ultimi anni.

I Compro oro, attività di cessione dei gioielli, si sono rapidamente diffusi in Italia dopo il primo approdo all’inizio degli anni 2000. Grazie allo storico e forte investimento degli italiani nei beni di gioielleria, le attività di compro oro hanno avuto grande successo riuscendo in questo modo a diffondersi capillarmente e ad aumentare la propria attività.

 

Nati come depositi cessione, i punti compro oro hanno raccolto molti consensi soprattutto alla fine degli anni 2000, quando la crisi economica ha costretto milioni di persone a cedere i propri gioielli, preziosi dietro pagamento in contanti. La politica di questi esercizi, infatti, è quella di acquistare gioielli di vario genere, in oro, oro bianco, argento, perle, pietre e preziosi a peso in base alle oscillazioni del mercato, per poi fondere i materiali e rivenderli o crearne nuovi gioielli.

 

Se per alcuni può sembrare strano liberarsi dei propri averi in cambio di contanti, per molti invece sembra essere stata una valida soluzione. Infatti, spesso gli averi più ceduti sono bracciali, catenine, medagliette e orecchini della prima infanzia, che, dopo essere stati chiusi in scatole o casseforti, hanno fruttato ai loro proprietari fino a 40 euro al grammo: un’ottima somma!

 

Grazie alla grande adesione degli acquirenti a questo tipo di attività, in pochi anni i compro oro si sono diffusi, aprendo numerosi punti vendita sotto marchi diversi: questo ha creato un’inversione di tendenza, portando molti di essi alla chiusura o alla rielaborazione dell’attività.
Molti compro oro infatti oggi sono anche piccole gioiellerie in cui i preziosi acquistati sono messi a nuovo e rivenduti al pubblico. Non mancano poi le gioiellerie che offrono lo stesso servizio di compravendita dell’usato per arrotondare i loro incassi.