Rivalutazione dei beni d’impresa, in cosa consiste e perché conviene

Grazie al Decreto Agosto, ci sono state importanti novità dal punto di vista economico, ci riferiamo nello specifico a particolari tipi di sostegno e misure previste a favore dell’economia.

Tra queste, una in particolare è molto interessante per le imprese italiane, ovvero quella relativa alla possibilità di poter rivalutare i propri beni aziendali a un costo estremamente ridotto. Una particolare situazione delineata dall’art. 110 del suddetto decreto.

Ma cerchiamo di capire meglio in questo articolo di cosa si tratta e tutti i vantaggi ad essa connessa e che potrebbero interessare le numerose realtà che fanno parte della rete economica italiana.

Rivalutazione dei beni d’impresa, cosa sapere a proposito

Quando parliamo di una Rivalutazione dei beni d’impresa, ci riferiamo all’atto di voler ridare appunto valore a ciò che si ha, un modo questo che le aziende hanno per effettuare un’operazione che comporterebbe una serie di vantaggi. 

Parliamo in particolare del poter individuare il valore corrente di mercato di un bene acquistato in precedenza, con la possibilità di poter inserire la plusvalenza in ammortamento.

A questo proposito, i beneficiari che possono usufruire di questa particolare operazione possono essere società di capitali, società di persone, enti non commerciali o imprenditori individuali, l’importante è che essi non si attengano ai principi contabili internazionali per quanto riguarda la redazione del bilancio d’esercizio.

Per quanto concerne invece i beni che possono essere oggetto di questa rivalutazione che riguarda sia i beni materiali che immateriali, rientrano appunto fabbricati, macchinari, impianti e attrezzature varie, così come brevetti e marchi. Ma anche partecipazioni in società controllate o collegate che siano iscritte tra le immobilizzazioni finanziarie.

Per essere ammissibili, però, questi beni dovranno figurare nel bilancio relativo all’esercizio in corso al 31 dicembre 2019 ed essere rivalutati nel bilancio dell’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019.

Al contrario, non possono essere oggetto di alcuna rivalutazione i beni merce, i costi pluriennali e l’avviamento

Quali sono le novità e i vantaggi

Se precedentemente il riconoscimento fiscale era stato inizialmente previsto per le sole immobilizzazioni materiali ed immateriali con autonomia giuridica, con la Legge di Bilancio 2021 si è poi ampliata la possibilità di un riallineamento fiscale per quanto riguarda i valori contabili e gli asset immateriali privi di autonomia giuridica.

Ad oggi, la grandissima convenienza fiscale della rivalutazione e del riallineamento non sono passati inosservati, in special modo per marchi e avviamento e ciò ha portato a conseguenze notevoli.

In particolare, con la Legge di Bilancio 2022, si è avuta una modifica normativa con la quale il periodo di ammortamento fiscale dei valori affrancati attraverso il pagamento dell’imposta sostitutiva al 3% rispetto agli originari 18 è passato a 50 anni, un vantaggio economico davvero non da poco.

Attualmente sono tre le opzioni disponibili per chi ha rivalutato fiscalmente o ha riallineato i valori contabili di marchi e avviamento, ovvero:

  • Revocare la disciplina fiscale della rivalutazione o del riallineamento, con relativo rimborso dell’imposta sostitutiva pagata.
  • Proseguire con il nuovo ammortamento fiscale fissato in 50 anni, con il conseguente disallineamento civilistico/fiscale e successiva valutazione della contabilizzazione di imposte anticipate.
  • Mantenere la deduzione del maggior valore in misura non superiore a 18 anni, pagando in questo caso un’imposta sostitutiva dal 12% al 16%, al netto dell’imposta sostitutiva del 3% già versata.