Cipe: Agevolazioni fiscali per business plan dei project financing delle grandi opere

Come stabilito mediante la Legge 183/2011 di stabilità per il 2012 e dal DL Sviluppo-bis
179/2012, per evitare che per la realizzazione di una grande opera non si raggiunga un necessario equilibrio sul business plan, e al fine di non richiedere l’intervento del contributo pubblico a fondo perduto, si possono stabilire incentivi per i finanziatori.

In tal senso, come stabilito dal Cipe, la costruzione delle grandi opere porterebbe finanziamenti privati e accoglierebbe nuovi investimenti, non andando a gravare sulla spesa pubblica. Una vera e propria detassazione che interessa tutti coloro che intraprendono il project financing per le grandi opere infrastrutturali.

Il piano di project financing e rientrante nell’implementazione di infrastrutture strategiche che non gravino sulle casse pubbliche, è parte integrante di tutto l’insieme di iniziative intraprese per lo sviluppo di edifici e strutture, con ristrutturazioni ed edificazioni che tengano conto, non solo dell’importanza degli obiettivi europei per il 2020, ma anche della crisi che attanaglia le casse dello stato italiano.

E’ importante sottolineare che il piano di business de-tassativo interessa le grandi infrastrutture strategiche: tutti i finanziatori privati potranno così godere di incentivi utili e funzionali al loro stesso intervento economico. In tal senso si intraprenderà una strada percorribile per tanti investitori che intendono finanziare le grandi opere ma non vogliono, giustamente, vedersi gravati dalle tasse.

Aziende online, numeri in crescita nel 2012

In Italia a dispetto della forte crisi economica, i numeri dell’e-commerce nel 2012 sono in costante aumento ed hanno un tasso di crescita addirittura superiore a quello dei principali paesi europei (fatta eccezione per l’Inghilterra).  Basti pensare che entro la fine dell’anno è previsto un aumento delle vendite online del +18%, con un fatturato che dovrebbe aggirarsi intorno ai 10 miliardi di euro. Sono infatti sempre di più  i piccoli o medi imprenditori che decidono di aprire una propria attività online, per sfruttare le grandi possibilità che offre l’immenso bacino di utenza della rete.

La media dei consumatori italiani che effettua i propri acquisti direttamente online è pari al 49% (a dispetto del 56% della media europea), con un tasso di crescita rispetto all’anno passato del +11%, ovvero più di 10 milioni di utenti.

Il settore del B2C (Business to Consumer) elettronico  in Italia sembra proprio destinato a crescere enormemente nei prossimi anni, raggiungendo cifre importanti entro il 2015. Ciò è dato soprattutto dagli incredibili vantaggi che hanno le piccole e medie imprese nei costi di gestione più contenuti e nelle infinite possibilità di vendita che offre il web, per questo per le PMI è importante investire nel web marketing.

I settori che sono più in espansione in Italia e che stuzzicano maggiormente l’interesse dei consumatori italiani sono quelli del:

  • Settore turistico online
  • Il settore delle assicurazioni online
  • Il settore dell’arredamento
  • Il settore dell’elettronica e dell’informatica

Le attività online italiane risultano ancora indietro rispetto ai competitors europei per quanto riguarda l business rivolto ai paesi esteri, infatti solo il 25% delle attività italiane vende i propri prodotti e servizi all’estero, usufruendo di un sito Internet tradotto in più lingue, un aspetto chiaramente da migliorare.

E’ stato stimato che oggigiorno circa il 22% delle persone che ha un età che va dai 50 anni, fino a raggiungere quasi gli 80 anni utilizza la  rete.  L’utenza, per quanto riguarda i più giovani, raggiunge l’81% delle persone di età compresa tra i 16 anni e i 25 anni, mentre si raggiunge il 60%  delle persone con un età che va dai 25 anni ai 50 anni.  Percentuali che comunque risultano più basse rispetto a quelle degli altri principali paesi europei, questo è da ricercarsi in una più limitata cultura per quanto riguarda l’utilizzazione dei servizi offerti dalla rete ed una maggiore diffidenza per quanto riguarda il pagamento elettronico (anche se in Italia è stato registrato negli ultimi mesi del 2012 un aumento del 22% dei pagamenti tramite Paypal).

In conclusione, da quanto rilevato soprattutto dai dati Istat, il business elettronico in Italia è cresciuto enormemente ed è destinato a crescere ancora di più entro il 2015. Questo grazie anche alle politiche che si vogliono adottare per migliorare questo tipo di servizio, come l’utilizzo di fondi europei messi a disposizione delle PMI, oppure la riduzione dell’IVA.