Bilancio aziendale: le PMI ora più oculate

La recessione economica invita alla prudenza e a maggiori controlli sul bilancio aziendale. Per definire i margini di guadagno e quanto si possa investire, le aziende non utilizzano il personale interno, spesso poco qualificato nella valutazione e redazione di un bilancio aziendale.

 

Le tre voci più importanti sui margini riguardano:

 

  • Liquidità. Al termine della produzione, più che i margini di guadagno, le attività si chiedono se avranno abbastanza liquidità per poter pagare fornitori e gestire le pratiche con i clienti. La liquidità diventa anche una garanzia importante per le aziende che hanno la necessità di farsi valutare da un istituto di credito, al fine di ottenere un finanziamento.
  • Netto e lordo. Quanto del bilancio aziendale viene “portato via” dagli obblighi burocratici? Tasse, rendiconti e pratiche varie rendono difficile la vita di un’azienda, se non è in grado di valutare queste voci nel bilancio. La vera disponibilità sarà quella al netto delle spese dovute per regolarizzare le pratiche con il Fisco.
  • Impieghi. Le attività imprenditoriali hanno comunque degli obblighi irrinunciabili, come gli stipendi ai dipendenti, oppure le rate di finanziamenti già richiesti per affrontare la recessione economica in passato: gli impieghi vanno inseriti con cautela nel bilancio aziendale, per evitare di fare valutazioni errate sui “conti in tasca” dell’azienda.

 

La crisi economica non ha cambiato solo l’atteggiamento nella valutazione di un bilancio aziendale, ma soprattutto una nuova concezione della figura dell’impiegato, che ora deve essere in grado di negoziare le strategie più favorevoli per l’azienda quando si tratta di intrattenere rapporti con le banche, oppure saper prevedere anticipatamente se le strategie aziendali porteranno a un guadagno netto nel bilancio.


Queste competenze possono fare la differenza in un colloquio di lavoro, perché l’azienda sa bene che dal bilancio dipende l’intera attività. Saper valutare i rischi significa rivedere le prerogative, ma anche assicurarsi una buona fetta di mercato, considerando anche il fatto che, di questi tempi, i consumatori sono più attenti e oculati nelle scelte di tutti i giorni. Il bilancio aziendale diventa così l’asse portante di tutte le scelte nelle riunioni in consiglio di amministrazione, anche e soprattutto per le piccole attività, che risentono di più della recessione economica e non possono permettersi un passo falso nella valutazione del bilancio aziendale.

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