Quando il gioco rende famosi

 

Capita spesso grazie alle nuove tecnologie che i creatori creativi aldilà di un gioco o di un’applicazione riscuotano successo e fama tanto quanto la loro creatura di ultima generazione. Lo abbiamo assistito con Steve Jobs e i suoi gioiellini Apple, lo vediamo ancora con Marc Zuckerberg e il successo mondiale e in apparenza inarrestabile di Facebook e la stessa dinamica pare ripresentarsi con un cervello nostrano, Riccardo Zacconi e uno dei giochi più popolari del momento Candy Crush Saga.
Tre prodotti differenti, tre tipologie di mercato ma tutte intuizioni azzeccate che hanno portato a successi rispettivamente di vendite, iscrizioni e download, con gli importanti introiti in termini economici ma anche di notorietà. Nello specifico il successo graduale ma in crescendo continuo del gioco della King ha portato l’italiano Zacconi al cinquantesimo posto nella classifica del The Guardian, ponendosi accanto a nomi come Bezos (Amazon), Murdoch (Sky) e Larry Page (Google). Successo inaspettato? Non proprio considerando le vicissitudini del gioco della King, la società di cui è cofondatore il romano emigrato in Germania, Zacconi.
Il gioco non è né sofisticato né caratterizzato da una grafica di alto livello eppure è riuscito con il giusto ritmo e tempo a farsi apprezzare prima, a essere oggetto di investimento poi e infine a conquistare gli utenti di ogni età. Il successo di Candy Crush Saga è imputabile alla semplicità d’uso, alla condivisibilità e alle interazioni sociali che permette in tempo reale. Anche se il fenomeno sembra recente il gioco ha avuto comunque un percorso lungo e graduale, dalla pubblicazione sul sito ufficiale King come online game alla popolarità crescente su Facebook e infine reso disponibile per smartphone e tablet, rimanendo sempre attuale, sempre attraente.
Pochi sono i titoli che possono vantare la medesima crescita e successo a livello di introiti economici, di successo e apprezzamento da parte degli utenti anche della stessa casa produttrice, King che ne annovera su circa duecento creati solo tre titoli di tale portata.

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